Un pò su di LUI

PRIMO PIANO SU DI LUI

L’abito da cerimonia è sempre composto da tre pezzi, attenzione a cravatta, papillon, plastron. Dubbi di stile, ma una sola certezza: la vanità è anche maschile!

Ls scelta del capo giusto da parte del futuro sposo è un capitolo importante a cui dedicare il tempo necessario, con un approccio razionale. Meglio affidarsi a marchi che contemplano il classico, ma che sono anche inclini a infrangere qualche regola in nome dell'evoluzione della moda e delle nuove tendenze.
Come lei, anche lui dovrà tenere presente lo stile del matrimonio, la location, la stagione, insomma il contesto: se in chiesa o in municipio, se sfarzoso o discreto, se in città o in campagna, se d'inverno o d'estate. E ancora, dipende dal tono che si vuole dare all'evento. Il tono è formale e la cornice elegante? Allora la risposta è il tight, abito da cerimonia rigorosamente da giorno e d'obbligo se la futura sposa si presenta all'altare con un abito lungo, importante, con uno strascico di almeno un metro e mezzo. E fondamentale che ci sia, per la coppia, un armonia di insieme, una sintonia di fondo. Visto che l'abito dì lei resta per lui un segreto, sarà compito della sposa orientarlo nelle scelte.

Mai senza gilet
Le regole del bon ton vengono in aiuto (per fortuna!) per dissolvere dubbi e far luce sulle indecisioni. Ecco alcuni punti fermi: il tight è sempre in lana, con la giacca tinta unita nelle sfumature del grigio, dal ferro al fumo di Londra, allacciata in vita da un solo bottone. La linea segue la figura del corpo e si allunga sul dietro a coda di rondine arrotondata, mentre i revers hanno punte a lancia. L’immancabile gilet è di panno grigio perla a cinque bottoni o doppiopetto, con scollo basso e sciallato. I pantaloni, dritti e senza risvolto, sono in tessuto a microrighe bianche e grigie o nere. Al posto del papillon (da fare a mano), con il tight si abbina il plastron di Seta, in unito o jacquard sempre nei toni di grigio fissato al centro da una minispilla fermacravatta, magari in platino. In questo caso sono di rigore la camicia con il colletto rigido ad angoli piegati e i polsini fermati da gemelli preziosi. Naturalmente, lo sposo deve indossare camicia bianca - un must in tutte le stagioni - in popeline di cotone o batista, con polsi doppi alla moschettiera. Quanto al colletto, gli amanti del classico preferiranno quello morbido con le punte diritte. lI tight deve contemplare cappello e guanti che devono essere tolti dopo l’ingresso in chiesa e tenuti in mano. Se lo sposo è in tight, dovrebbero esserlo anche i papà e i testimoni degli sposi. Meno formale, ma da indossare con gli stessi orari (in inglese il tight si chiama ‘morning suit'), il mezzo tight, previsto senza accessori e con la giacca senza code. Per il resto, tutti i manuali di buone maniere hanno sempre sottolineato che neppure se le nozze sono celebrate alle ventuno è consentito indossare lo smoking, in quanto si tratta di un abito da sera e non da cerimonia (anche se gli amici cari lo usano e qualche volta succede anche da noi). Semmai si sceglie il frac, abito di gala per eccellenza, anche se è un'opzione poco frequente.

Eccentrico o tradizionale
Tight a parte, lo sposo può comunque percorrere la strada sicura dell'abito classico oppure - se ama osare con un tocco alternativo - concedersi un abbigliamento con una nota personalizzata. Nel primo caso adotterà il tre pezzi grigio ferro, con i pantaloni senza risvolto, oppure in primavera la versione blu scuro. Sempre secondo la tradizione, la giacca è monopetto (vietato il doppiopetto), con il gilet nello stesso tessuto, la camicia candida e preziosa, la cravatta grigio argento (proporzionata al busto, deve sfiorare la fibbia della cintura), le scarpe stringate in vitello nero opaco o spazzolato, i calzini lunghi neri, grigio scurissimo o blu scurissimo. Ma si può anche essere aperti a proposte innovative di stilisti che, giustamente, guardano al futuro o rivisitano il passato. Sempre tenendo presente come sarà vestita la sposa, lui potrà scegliere il colore (dai bordeaux ai blu), il bianco totale se in piena estate o, per un tocco di originalità (potendo permetterselo), un tessuto straordinario come il velluto di seta liscio, una giacca con collo a listino o revers damascati, un gilet a motivi jacquard, una camicia con jabot, accessori fashion. Agli sposi che sanno osare è concesso anche un abito tre pezzi con il gilet, che può avere un tocco eccentrico: colorato, in broccato, mono o doppiopetto. Padre, fratelli e testimoni devono seguire l'esempio dello sposo adottando lo stesso tipo di abito: se si tratta del tight, indosseranno giacca e pantaloni grigio scuro e cravatta lunga argento.

Fiori e altri tocchi
Il testimone o il migliore amico dello sposo, oltre a tenere le fedi, deve occuparsi dei fiori all'occhiello (la cosiddetta ‘boutonnière’), preoccupandosi di procurarla a tutti gli invitati che, se vorranno, potranno puntarla sulla propria giacca. Quanto alla scelta del fiore, il bon ton suggerisce il garofano bianco, che simboleggia fedeltà, la gardenia, la camelia, la rosa o un mazzolino di mughetti. Se lo stile del matrimonio è country-romantico, ammessa una soluzione meno classica, per esempio un mazzetto di lavanda. È importante che anche lo sposo arrivi all’altare in splendida forma, quindi è d’obbligo che fissi un appuntamento dal parrucchiere per sistemare il taglio dei capelli e sottoporsi a un trattamento rigenerante, ridare forma alla barba, se la porta lunga, vietato invece quella di due o tre giorni che dà un aspetto trascurato, e infine farsi fare una manicure, perché anche le mani dello sposo saranno in primo piano. Per una pelle del viso fresca e luminosa è bene cominciare a prendere la buona abitudine di stendere ogni mattina una crema idratante. Consigliato anche lo scrub che lascia la pelle liscia e pulita in profondità. Un colorito sano non guasta, ma l’esagerazione non è consentita, quindi NO alle lampade e NO alle sopracciglia scolpite! G.P.



Fonte: Il matrimonio perfetto





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